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BloggeRivista picarescamente picaresca fondata e diretta da quattro picari da bar
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Dateci qualche cosa che bruci, offenda, tagli, sfondi, sporchi, Che ci faccia sentire che esistiamo.

Primo Levi

Esistiamo come Primo Levi che pure in apparenza non esiste più. Animati dal fuoco che brucia. Da qualcosa che brucia. Da qualcosa che scalda. Che rode. Dentro. Ma soprattutto fuori. Là fuori c'è il mondo. Siamo qui per scoprirlo.


 

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Diario
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6 ottobre 2005

SALONI & SOLONI

Pordenonelegge.it. Finalmente sono arrrivate le featidiche tre giornate cultural-pordenonesi più attese dell'anno. Bhe...forse sto esagerando...diciamo le tre giornate più mondan-pordenonesi. Le giornate della "cultura un tanto al chilo" insomma. La tre giorni di bancarelle di libri (le mie preferite) e degli autori più o meno conosciuti. Dei "soloni" del libro. Oltre che dei saloni, ovviamente. Venerdì 24 sera davano la conferenza di un certo Luigi Meneghello. L'avete mai sentito? Personalmente no, ma ammetto che la mia vasta cultura contempla altri generi. Bhe, fatto sta che il Sig. Meneghello ha rotto le uova nel paniere a noi "smandrappati" del corso di scrittura creativa: noi, in 5 a fare, a cogitare, a produrre Pordenonescrive, e lui a blaterare a Pordenonelegge (nella sua versione telematica di "punto it") del suo ultimo libro: "Liberaci dal male amen e cosissia!" Liberiamoci di Meneghello e passiamo al sabato 25: la seconda giornata della fiera del libro sfuso. La mattina mi appresto molto presto a distribuire volantini anticlaricali in ricordo della breccia di Porta Pia. La memoria storica pare sia assopita. Ma pare che tutti credono che io distribuisca volantini con il programma dell'Evento Culturale. Mai vista tanta gente a far la fila davanti ai miei volantini con scritto: GIORNATA NAZIONALE DELL'ANTICLERICALISMO. Mi aspetto certamente che qualcuno affermi: "Parò! Qua a Pordenon i ga fato le robe in grando! Se parla de anticlaricalismo...la ha da esser na roba importanta!". Verso la dieci un marasma di gente invade i corsi e le piazze principali. Però, mi dico io, ma guarda quanta bella gente colta. E poi si dice che in Italia si legge poco! Almeno a Pordenone si legge molto! Bhe, nel ricco Nord Est pare ovvio... Il mio entusiasmo dura il tempo di un caffé al bar. Ragazzini con il cellulare a parlare con le loro squinzie sedute qualche tavolo più il là; le siorette del mercato a far la fila davanti al (nuovo) Teatro Verdi; donne e uomini a ciacolare per bar, calli (e campielli...dato che si parla di libri): dentro e fuori i negozi. Eh, lo spirito di Pordenonelegge.it è come quello del Natale: il Natale ama ubriacarsi all'osteria "Lo Zuccolo" di Porcia ingurgitando spirito alcolico, quello di Pordenonelegge ingurgita cultura e coltura. Me ne fotto e mi fiondo fra le bancarelle del libro antico. Saluto l'amico Gianandrea Ferrari dello Studio Bibliografico Aurora che commercia libri antichi di storia sociale. Mi fa un buon prezzo e mi aggiudico l'edizione degli anni '50 de "I Padroni del Vapore" di Ernesto Rossi: lo stato burocratico fascista. Ieri come oggi. Alle ore 15.00 mi aspetta, presso il Ridotto del (nuovo) Teatro Verdi una conferenza storico-politico-culturale con Giangigi Bettoli (storico improvvisato, noto cooperativista nonché figlio del Mario deputato socialista alla Costituente) dal titolo "Pordenone una terra amara" relativa alla storia del movimento operaio pordenonese dalla metà dell'800 all'avvento del fascismo. A causa di un paio di amici che tentano di convincermi ad andare con loro per sentire la conferenza di Mr. Singer ("Di macchine da cucire me ne intendo. Mia madre faceva la sarta" riesco a proferire prima di dileguarmi.), arrivo in ritardo alle ore 15.20. Buio pesto in sala. Inutile cercare l'amico Dario con cui pure avrei dovuto incontrarmi (ho scoperto più tardi che mi ha tirato il classico pacco :-)). Cerco di guadagnare posto senza inciampare. Lo trovo accanto alla Rosamunda De Roveri pasionaria del socialismo, delle pettinature moderne e dei fuseaux in technicolor. Sul palco assieme a Giangigi c'è Stanolin, l'assessore comunale al commercio equo & solidale che parla delle amare vicissitudini della Sinistra pordenonese. Poi passa alle divisioni dei socialisti...(spero che prima o poi si fermi. Mi sta già venendo l'orticaria. Sono anni che sento e risento le solite pippe. N.d.R.). Passa la parola a Giangigi che magistralmente (si tenga conto che non è uno storico professionista) presenta l'entroterra operaio e socialista del Friuli e di Pordenone. Entroterra a noi, abituati a cifre da capogiro della Dc ed oggi della Lega e Forza Italia, ci appare pressoché sconosciuto. Anche Pordenone aveva un'anima. Penso. Non l'ha completamente venduta al Padreterno. Ne esco ringalluzzito e rinfrancato. Nonostante l'assenza ingiustificata di Dario. Terzo appuntamento di Pordenoneleggepuntoit: domenica 26 settembre. La giornata dello scazzo. La giornata del giretto in centro con Norman, il vecchio amico delle elementari. Passiamo accanto al presentatore Bruno Gambarotta e non lo caghiamo di striscio. "Non ti curar di loro ma guarda e passa..." diceva una massima famosa recitata spesso da una mia vecchia fiamma Testimone di Geova. Ma questa è un'altra storia. Anzi, un'altra parabola. Passeggiamo allegri e festanti. Festosi direi. Abbiamo fortuna. Anzi, ho fortuna. Tra la mandria assatanata dei bibliofili (centomila persone circa diranno il giorno dopo le cronache. Cani compresi) riesco a riconoscere Luana e ad avventarmi su di lei per un affettuoso megabacio alla crema (stava mangiando l'omonimo gelato). Parla a raffica di un sacco di cose. Eventi ai quali non ho assistito nelle giornata scorse. Ci invita a seguirla ma è già impegnata con fratello e ragazza del fratello. Io e il mio amico proprio non ce la sentiamo di reggere il moccolo. Mi offro di reggerle il gelato mentre lei si allaccia una scarpa. La saluto megabaciandola nuovamente e ce ne andiamo. Via verso nuove avveneristiche avventure. Via verso nuove avventrici procaci e procacciatrici di affari. Via da Pordenone. Via da Pordenonelegge. Punto.it E a capo. Luca Bagatin




permalink | inviato da il 6/10/2005 alle 17:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

6 ottobre 2005

13/02/03 SENSE-NON SENSE

Nell’immediato sospetto di destare ATROCI dubbi scavalco l’idea di un’imperturbabile errore dell’ennesima SCONFITTA dell’umano dolore La voglia di SCAVARE SCAVARE SCAVARE in minuscole particelle eteree Movimentate Aumentate da un sospiro un sussulto Vanifichiamo Banalizziamo gli eroi mortificati da deboli complimenti Nuvole complesse INTOCCABILI Palpabili solo nel momento in cui mi fermo a Pensare che il mondo non c’è più. A quando la fine del mondo? DIO MIO AMAMI BACIAMI COPRIMI ACAREZZAMI SFIORAMI Per poter capire di più quel profondo che potrebbe essere AMARO DOLCIASTRO Questa Terra non è solo antipatico humus Dolorosa apatia Tipico di me della suprema barbaria. Yula Reginato




permalink | inviato da il 6/10/2005 alle 17:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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